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Perché, se sei uno Psicologo, parlare di Soluzioni e di competenze farà sempre di più la differenza

Perché, se sei uno Psicologo, parlare di Soluzioni e di competenze farà sempre di più la differenza?

Semplice: perché “Se parli di problemi, trovi problemi. Ma se parli di Soluzioni, trovi Soluzioni”.

Il post potrebbe finire qui, ma probabilmente non ti rimarrebbe più di qualche frase ad effetto e poco altro.

Io invece voglio che tu capisca il mio ragionamento. Perché sono convinto che ti cambierà il modo di vedere le cose. In meglio.

E perché magari se sei hai già deciso di iscriverti a questa newsletter e hai scaricato la prima parte di Terapia Solution Building Centrata Sulle Competenze, credo proprio che sia un argomento che ti possa interessare. E se non lo hai ancora fatto, fallo alla fine di questo post)

Comunque, dicevamo? Che parlare di Soluzioni farà sempre di più la differenza.

Non so se te ne sei accorta, ma il mondo non è più quello che studiamo sui libri.

Sicuramente non è più quello che noi abbiamo studiato sui libri.

Non so tu, ma io sui miei libri di storia, tecnologia e quant’altro, non ho studiato internet, o comunque

gli veniva dato uno spazio così marginale che sembrava,  alla fin della fiera, qualcosa di ludico.

Ma adesso viviamo in un mondo diverso:

  • Che sia un mondo più veloce, rispetto a quello in cui siamo cresciuti – penso si possa essere tutti d’accordo
  • Che sia un mondo più complesso, rispetto a quello in cui siamo cresciuti – penso si possa essere ancora di più tutti d’accordo
  • Che sia un mondo sempre più schiacciato dal peso delle aspettative è qualcosa di ancora più ovvio.

Inoltre, che sia un mondo pieno di trasformazioni, è qualcosa di ancora più sotto gli occhi di tutti.

E quando un mondo è così veloce, complesso e schiacciato è ovvio che sia anche un mondo che soffre e che cerca Soluzioni alle proprie disperazioni.

Perché di problemi a cui pensare ne ha già troppi.

Ma cosa intendo, io, con il “parlare di Soluzioni”?

Intendo l’aver ben chiaro il punto di arrivo del mio viaggio personale, aver ben chiaro i valori che voglio vivere nella mia vita e come io vorrò esser ricordato dagli altri.

Quando parlo di Soluzioni intendo la Consapevolezza – e l’impegno per metterlo in pratica – di come voglio vivere la mia vita.

Attenzione: non la consapevolezza di come mai soffro, o di come posso riuscire a vivere nonostante i miei sintomi: parlo di consapevolezza di cosa ho bisogno di fare, di vivere, di pensare per stare bene, sentirmi libero di vivere la mia vita a pieno: di cosa ho bisogno per sentirmi felice.

Che è qualcosa di storicamente diverso da quello che è sempre stato fatto fin’ora nella nostra disciplina.

Se dovessimo raccontare la storia della Psicologia clinica, noteremmo che – almeno fino agli ultimi anni – è sempre ruotata attorno alle origini dei sintomi, alle cause del problema.

  • Ad esempio i primi approcci – nati in seno alla cultura Psicanalitica – si sono sviluppati attorno all’idea che il sintomo, il problema, trovava le sue origini nel passato remoto del paziente – riflessione importante, visto che in una certa misura il nostro Io presente è frutto di tutta la nostra storia.
  • Solo successivamente, complice la rivoluzione Cognitivo – Comportamentale e la rivoluzione Socio-Costruttivistasi è iniziato a dare attenzione non solo alle cause remote del paziente, quanto anche alle cause presenti che mantenevano attivo il problema, perché il clinico si è reso sempre più conto che il cliente non era semplicemente vittima di eventi passati ma è anche parte attiva del mantenimento del problema

Sia chiaro: non è mia intenzione ridurre a questi due punti l’incredibile contributo della Psicologia al genere Umano: ma è mia intenzione riflettere su quanto la Psicologia sia diventata esperta, anche con gli attuali sviluppi tecnologici a individuare, ricostruire storicamente e risolvere quell’insieme di fenomeni psicologici che ruotano attorno alla sfera del dolore e della sofferenza psico(pato)logica.

Questi due approcci portavano con sé due conseguenze primarie:

  • l’eliminazione del problema – o un maggior controllo su di esso
  • una grande consapevolezza della storia del problema.

Ma manca un pezzo sempre più fondamentale. Quel pezzo che tanto fa andare di moda Coaching e altri approcci meno Psicologici e più recenti:

  • aiutare la persona a capire cosa fare della sua vita DOPO aver tolto il problema.

Nelle Psicologie Non Strutturaliste – e quindi nella Psicologia Solution Building Centrata sulle Competenze, viene fatto proprio questo passaggio (fondamentale) in più: se rimane importante, anche agli occhi del nostro interlocutore, ricostruire la storia del suo problema, diventa elemento imprescindibile per una reale guarigione lo sviluppare la consapevolezza di cosa, per il nostro cliente, significhi vivere a pieno la propria vita.

Sviluppata questa consapevolezza, il lavoro terapeutico si traduce in uno sviluppare quelle competenze necessarie per avvicinarsi a quello Stato Desiderato, individuato dal nostro utente. Un vero e proprio lavoro di abilitazione e riabilitazione psicologica

Questo sguardo verso il futuro porterà un’ulteriore conseguenza: la risoluzione del problema.

Essa avverrà di conseguenza, non ristrutturando la persona, non scavando nel suo passato o nel controllo dei suoi sintomi, ma permettendo alla persona di acquisire tutte le competenze necessarie per sentirsi “più grande del problema”

In sintesi possiamo dire che il problema non è altro che la distanza tra lo Stato Attuale, portatore di sofferenze, motivo per cui il nostro cliente ci ha cercato e lo Stato Desiderato: uno stile di vita in linea con i valori del nostro cliente.

Per questo è importante sempre di più, in Psicologia, ragionare in termini di Soluzione e di Competenze.

Perché le persone sono già piene di problemi, di pressioni e di fretta. E ci sarà sempre meno spazio mentale per essi. Di conseguenza ci sarà sempre più il desiderio di parlare di Stati Desiderati, di Valori e di Soluzioni.

Ci sarà sempre più il desiderio di imparare la Competenza di Stare Bene.

Antonio Amatulli

Fonti:

Antonio Amatulli: Terapia Solution Building, Centrata sulle Competenze

Bill O’Connell, Stephen Palmer: Manuale di Terapia Centrata sulla Soluzione

Michael White: La terapia come narrazione. Proposte cliniche

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